Napoli si mobilita per chiedere sicurezza, prevenzione e responsabilità

Ogni anno, la terza domenica di novembre, il mondo si unisce per ricordare chi ha perso la vita sulle strade.
È una giornata istituita dalle Nazioni Unite per rendere visibile una tragedia quotidiana che troppo spesso passa sotto silenzio: quella delle vittime della violenza stradale.
A Napoli, anche quest’anno, la ricorrenza diventa occasione per una mobilitazione collettiva, promossa da associazioni, cittadini e ciclisti, per dire con forza che gli incidenti non sono una fatalità.

Non sono un destino inevitabile.
Non sono sfortuna.
Sono il risultato di scelte — o di mancate scelte.

Perché si continua a morire sulle strade di Napoli

A Napoli, come in molte altre città italiane, si continua a morire in strada. E si muore troppo.
Si muore perché mancano interventi infrastrutturali che proteggano chi si muove a piedi o in bici, e che riducano la velocità e l’aggressività del traffico.
Si muore perché non esiste un controllo capillare e sistematico del rispetto del Codice della Strada.
Si muore perché la sicurezza stradale non è una priorità politica, e perché ogni riflessione seria inizia soltanto dopo l’ennesima tragedia.

In città si continua a morire, insomma, perché si decide di non fare, o di fare male.
Perché si preferisce inseguire soluzioni provvisorie invece di costruire una visione di lungo periodo.

Dietro i numeri — che crescono anno dopo anno — ci sono vite spezzate, famiglie distrutte, amici e comunità ferite: madri, padri, nonnə, fratelli, sorelle, figlə, amicə.
Persone sottratte troppo presto ai propri cari, in contesti che potevano — e dovevano — essere evitati.

È arrivato il momento di dire basta

Per questo motivo, domenica 16 novembre 2025, Napoli scenderà in strada per dire “Basta vittime della strada”.
Una giornata di partecipazione, memoria e impegno civile, per chiedere al Comune di Napoli interventi urgenti e concreti.
Perché ciò che è stato fatto finora non è bastato: i morti sono aumentati, segno che la strategia adottata è inefficace e il problema ancora sottovalutato.

È tempo di cambiare approccio.
La sicurezza stradale non può essere un tema marginale, ma deve diventare una priorità politica, culturale e sociale.
Servono interventi strutturali per rendere la città più sicura, vivibile e inclusiva per tutti: ciclisti, pedoni, bambini, anziani.

Il programma della giornata

Ore 9:00 – Ritrovo alla Bicycle House (Galleria Principe di Napoli)
Da qui partirà la pedalata simbolica, che attraverserà i luoghi più emblematici della violenza stradale cittadina.
Un percorso di memoria e consapevolezza, per ricordare chi non c’è più e per ribadire il diritto di tutti a muoversi in sicurezza.

Ore 9:30 – Partenza della pedalata
Ciclisti, attivisti e cittadini percorreranno insieme le strade di Napoli, unendo il gesto fisico del pedalare alla forza del messaggio civile che questa giornata rappresenta.

Ore 11:00 – Piazza Plebiscito (sotto la Prefettura)
Per chi raggiungerà il corteo a piedi o si unirà dopo la pedalata, l’appuntamento è in Piazza Plebiscito.
Da qui, il gruppo si muoverà in corteo verso Piazza Municipio, davanti alla sede del Comune di Napoli.

Flashmob “Basta vittime della strada”
In Piazza Municipio si terrà un flashmob collettivo, un gesto semplice e potente per ricordare le vittime e chiedere un impegno reale da parte delle istituzioni.

Una città più sicura è possibile

Napoli non può più accettare che la vita delle persone sia messa in pericolo ogni giorno solo per attraversare la strada o pedalare fino al lavoro.
Serve una visione diversa della mobilità, capace di dare priorità alle persone, non alle auto.
Serve una città che investa in infrastrutture ciclabili e pedonali, che riduca la velocità dei veicoli, che controlli, prevenga, educa e protegga.

Il cambiamento non sarà immediato, ma inizia da qui, da chi scende in strada per chiedere giustizia e sicurezza.
Napoli Pedala, insieme a tante realtà cittadine e nazionali, crede che una città migliore non solo sia possibile, ma necessaria.

Domenica 16 novembre saremo in strada, con le nostre bici e a piedi, per chi non può più esserci.
Per dire basta.
Per chiedere una città più giusta, più sicura, più umana.

Basta vittime della strada. È ora di cambiare direzione.