I rider rappresentano oggi una delle figure più emblematiche del lavoro contemporaneo: essenziali per il funzionamento dell’economia delle piattaforme digitali, ma spesso invisibili sotto il profilo dei diritti e della sicurezza. Negli ultimi anni, l’attenzione delle istituzioni si è progressivamente concentrata sulle condizioni di questi lavoratori, con un focus particolare sui rischi legati alla circolazione stradale e alla precarietà contrattuale.
Secondo i dati relativi al triennio 2021-2023, in Italia si sono registrati 1320 infortuni che hanno coinvolto rider, di cui sette con esito mortale. La platea dei lavoratori colpiti è composta in larga parte da uomini (91%) e presenta una significativa presenza di cittadini stranieri (51%), provenienti soprattutto da Paesi extraeuropei. Tra questi, la comunità pakistana risulta la più rappresentata, seguita da quelle bengalese e indiana. Si tratta prevalentemente di giovani che trovano nel lavoro di consegna una delle poche opportunità di inserimento nel mercato occupazionale.
L’iniziativa promossa dall’INAIL Campania si inserisce in un percorso più ampio di attenzione al mondo dei rider, già avviato durante la pandemia con la creazione della “Casa del rider” promossa dall’aps Napoli Pedala nella Galleria Principe di Napoli presso la Bicycle House . Questo progetto, nato per offrire uno spazio di supporto e servizi, rappresenta un modello di intervento sociale e istituzionale volto a contrastare l’isolamento e la vulnerabilità di questi lavoratori. Oggi è un punto di riferimento logistico, ed anche un luogo di orientamento sui diritti, di formazione e di promozione della salute.


